Elisabetta's profileE cosa ci importa se ci ...Blog Tools Help

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    September 30

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    Capitolo 1

    La vera prigione sta nell’essere liberi e non sapere che farsene

     

     

    Notte, fast-food e una città capricciosa che non vuole andare a dormire sta sera. Un appartamento sporco mimetizzato nel grigio cemento del centro. Inquilini che fanno la doccia sotto un getto di acqua fredda. Medicina, il gelo come la medicina. Quasi dovesse e quasi potesse, congelare le paure sulla pelle e farle scivolare via con del sapone e basta. Lavati bene le mani prima di mangiare, mi raccomando. Ed infine il grande nemico del momento. Specchio.

    Riccioli scuri scombinati sulla testa, occhi verdi spenti da troppo tempo, proprietari poveri di lampadine rotte che non possono essere cambiate, manca coraggio manca coraggio nelle vene. Suvvia, aprite la finestra e uscite sul balcone a salutare questa mattina ipocrita che non vuole arrivare e che vi fa aspettare invano. Sogni il sole d’inverno sotto un cielo senza luna che non perdona, non perdona i tuoi desideri. SSH il fruscio del pigiama sulla pelle che mette a tacere i tuoi pensieri, dormi, dormi sta notte per piacere, solo sta notte e domani potrai solo sognare ad occhi aperti sospirando il soffitto. TIC TOC TIC TOC, forse non sei l’unico a non voler dormire sta notte. Ci sono la lacrime che scivolano lentamente già dal rubinetto e si spaccano nel lavandino, come diamanti. Su, su corri a raccogliere i frammenti, potrebbero bastarti per fare castelli in aria un altro po’, domani o i giorni che verranno. Segui i tuoi sogni o perisci. I sommersi o i salvati. Scegli la tua parte. Tutto ha un prezzo, tutto ha un prezzo tesoro, questa è la vita e tu ci sei finito dentro fra capo e collo, una ventina di anni fa. Solo vent’anni e solo il ricordo di una speranza. Andiamo, chiudi  i tuoi occhi selvaggi e appassionati – in silenzio – lo sai che ti aspetto dall’altra parte del buio.

     

    E lentamente la luce che filtra dalle persiane, stanca dei segreti del buio, a sgretolare i fantasmi e le ombre, consumando la velocità del tempo, orologio da muro bianco e triste che ticchetta senza sosta, quasi dovesse vincere una gara, vincere per spegnersi e finirla lì. Questo basta. Lavati bene i denti prima di uscire, mi raccomando. E guardati bene allo specchio prima di uscire, mi raccomando. Riccioli scuri scombinati sulla testa, occhi verdi accesi dopo tanto tempo. Ricaricato. Questo basta.

    Bicicletta e traffico mattutino, il Sole irragionevole sopra la testa che cerca invano di stancarti con i suoi raggi. Oh, attorcigliato da quei raggi, il Sole ti da il buongiorno. BUONGIORNO – e non cominciare con i soliti contorsionismi mentali e non cominciare col dire che non cambierà mai niente, cambierà, fidati di te stesso perché sei te stesso a parlare, adesso, fidati cambierà, ti basterà guardarti un po’ meglio domattina appena alzato, dopo aver sognato, sognato davvero, e saprai lo saprai nel tuo cuore nella tua mente nelle tue mani nel tuo collo e sarà sulle tue labbra soltanto, quel cambiamento, lo giurerai davanti a quello specchio con una voce che mai avevi sentito e capirai di essere innamorato – ah, che bello essere innamorati, vero? – esserlo come se fosse la prima volta, come un adolescente che scopre una luce diversa dentro di sé. Tu lo sarai, fidati. E di cosa? Che domanda sarebbe? Della vita.

    Prenderai parte a tutte le cose più inutili e più noiose, dentro di te uscirai sempre dalla porta di casa con un sorriso e sorriderai sempre, anche se quel sorriso sarà triste e lo sai, lo sai che ti piace adesso pensarlo, ma non sarà così facile oh no, non sarà così facile. Amore, tutto ha il suo prezzo.

    Salirai sulla metro la mattina per andare a lavoro e farai l’amore con gli occhi di una sconosciuta, gli sguardi si intrecceranno per quei cinque, sei o sette minuti. Poi scenderai respirerai quell’aria vecchia e viziata della stazione e dimenticherai tutto. La vita è così. Ti fa assaggiare tutto quello che di più bello c’è e poi te lo toglie, all’improvviso. E rimane lì davanti a tentarti per molto, molto tempo ma tu non potrai cedere.

    Incatenato ad una sedia, il Signor Destino si prenderà gioco di te, ma non devi perdere. C’è in gioco la tua amata vita. Ahah cosa proveresti nel guardarla scorrere fra le dita mentre il tempo non vuole passare?

    E’ solo come partita a carte, puoi puntare tutto o decidere di passare. Ma se lasci poi non sai cosa ti perdi. Hai idea, hai idea del brivido? Quello che sale su per la schiena, quello che ti accarezza e ti fa bruciare la coerenza nelle vene, quasi fosse il carburante. Devi pur rinunciare a qualcosa per arrivare alla vetta, no?

    E non devi avere paura, è solo come sfrecciare su una vecchia bicicletta – compagna di sogni, compagna di ricordi – in mezzo al traffico di una città viziata che non si ferma mai, è come sentire l’aria fra i capelli e voler aprire le braccia chiudere gli occhi e urlare – urlare – ascoltare – ascoltami –  mi ascolti?

    Ti sto dicendo che è arrivato il secolo dei sognatori e che tu sei uno  di loro, uno di noi, sono la voce che vive nella tua testa e che crea le tue fantasie, sono la voce che alimenta il tuo fuoco e che non ti fa morire insieme agli altri davanti ad una televisione, e ti prego, ascoltami.

    Ricordati di lavarti bene i denti la mattina e la sera, ricordati di sciacquarti bene i capelli dopo lo shampoo perché se no si sporcano, ricordati di ridere anche quando sei triste perché ne vale la pena, ricordati, ricordati che NIENTE E’ PERSO, ricordati che sei libero e che la vera prigione sta nell’essere liberi e non sapere che farsene. Quindi esci da quella porta sali sulla tua bici o entra in quella maledetta metro, fai l’amore con lo sguardo di una sconosciuta e sogna, per l’amor del cielo sogna che non ti potrà mai fare del male.

    E anche se non sai chi sei sai cosa vuoi e potrai essere quello che vuoi se lo desideri, potrai essere un giovane senza volto ma con un viso e un futuro, un futuro sui propri passi, davanti a sé, ma non sono scritti quei passi, oh no, sarebbe troppo maledettamente facile. Giochi il tutto e per tutto ogni boccata d’ossigeno che respiri e questo rende tutto più eccitante. Potrai dire ogni giorno “Perché la gente si droga?”

    E non avrai bisogno di una bottiglia per dimenticare, non avrai bisogno di una spalla su cui piangere e neanche di un posto dove andare a dormire.

    Prometto, prometto che scomparirò, quando sarò SICURA che lo sarai anche tu.

    Il Signor Destino mi ha mandato da te e tu mi hai accolta e non so, sinceramente non so più cosa dire. So che ne vale la pena, di mettersi in gioco dico.

    Perché queste vite sono tutte così stupide e così uguali, senza nessun colpo di scena, tutti qui a vivere in una linea retta, sapendo sempre quello che li aspetta oltre l’ostacolo che fanno finta di saltare. Tutti bene o male sapranno già se possono o non possono farcela.

    E ora siamo qui, siamo qui alla fine di questa giornata e voglio dirti solo che

     

    Notte, fast-food e una città capricciosa che non vuole andare a dormire sta notte. Le luci dei lampioni che non fanno vedere il cielo. Una prigione di luce che non fa scappare. Avvistato: giovane per strada su una vecchia bicicletta, sfida il traffico e i semafori, sfida la sua stessa vita. Reparto: RIVOLUZIONARI

     

    Comments (2)

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    oddio era da leggere in modo felice mica da piangere xD
    :))
    Nov. 12
    spongiawrote:
    ma porca puttana.
    sai che l'ho appena finito di leggere e c'ho due lacrimoni pronti a scivolarmi sulle guance?
    ò.ò
    Oct. 25

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